L'attentato a Manhattan sospinge la crisi dei mercati
di Antonio Mansueto, 11 settembre 2001
Il sito del Nyse cita laconicamente: mercato chiuso. Nel frattempo, tutta Manhattan è praticamente isolata. L'attacco terroristico ha avuto una portata immensa, un esito catastrofico, conseguenze sul mondo che al momento è difficile immaginare, ma che di certo avranno tinte fosche. Violenza porta violenza. E un eccidio di civili in piena regola, è un'azione abominevole anche in tempo di guerra. In questo momento appare cinico, ma è lecito chiedersi quali saranno le conseguenze sui mercati finanziari e sull'economia mondiale.
I mercati azionari statunitensi sono chiusi, quelli europei, coordinatisi tra loro (secondo quanto dichiarato dalla Borsa Italiana Spa), hanno deciso di non sospendere le sedute già avviate, accusando così improvvisi e consistenti cali. Alla Borsa di Milano, l'After Hour, però, non ha avuto regolare corso.
| L'andamento del Mib 30 il giorno 11/9/01 alla notizia dell'attentato | ![]() |
Domani, ci si attende una giornata borsistica che, una volta constatata la chiara gravità dei fatti, potrebbe essere ancora più pesante. Il London Stock Exchange ha annunciato che domani sarà regolarmente aperta, e così la Borsa Italiana. I mercati Newyorkesi saranno invece chiusi, anche per motivi logistici.
Nel World Trade Center distrutto a New York avevano sede anche alcuni dei piu' grandi istituti finanziari mondiali: il gruppo svizzero Credit Suisse, i tedeschi Commerzbank e Deutsche bank, Cantor Fitzgerald e Thomson Financial. Tuttavia, è lecito anche chiedersi quante istituzioni finanziarie di dimensioni minori avevano sede tra le 500 società presenti nelle torri. Società che dal crollo delle torri potrebbero aver avuto un duro colpo (e che potrebbero avere difficoltà a regolare le operazioni finanziarie in corso?). Probabilmente ciò non accadrà, ma senz'altro, il colpo al cuore della finanza internazionale, è grande.
Gli analisti sono preoccupati per il repentino crollo delle
Piazze mondiali e per l'impennata dei prezzi del petrolio. Grande
ed eloquente preoccupazione ha espresso, tra gli altri, il
direttore generale del Credit Suisse First Boston, Stanley Nabi:
"Domani sara' terribile. Per due motivi: il primo
psicologico. Ovviamente, questo e' un colpo grave. Il secondo e'
piu' concreto, perche' penso che accelerera' il passaggio dal
rallentamento alla recessione" (AGI-La Repubblica).
Sta di fatto che ai fatti che si succederanno nelle prossime settimane e al panico dei mercati potrà seguire un ulteriore peggioramento della propensione ai consumi degli americani, ultimo baluardo all'ingresso in una fase di recessione, in luogo del rallentamento della crescita del GDP sino ad oggi verificatosi. Una recessione americana sarebbe tanto più importante, quanto l'economia europea e giapponese non sono in grado di sostituire la locomotiva USA, e visto che molti paesi del terzo mondo sono già in fase recessiva.
Resta da stabilire quali saranno le reazioni immediate degli Stati Uniti e se verranno colpite alcune delle strutture dei principali gruppi terroristici islamici inseriti nella lista nera del Dipartimento di Stato Usa (Tra questi:AL-QAIDA, HAMAS, ABU NIDAL, JIHAD ISLAMICA PALESTINESE, FRONTE POPOLARE PER LA LIBERAZIONE DELLA PALESTINA, FRONTE POPOLARE PER LA LIBERAZIONE DELLA PALESTINA-COMANDO GENERALE, FRONTE PER LA LIBERAZIONE DELLA PALESTINA, ABU SAYYAF, JIHAD ISLAMICA, AL-GAMÀA AL-ISLAMIYA, HEZBOLLAH, GRUPPO ISLAMICO ARMATO (GIA)).
Come bisognerà verificare quali ne saranno le conseguenti reazioni dei mercati.
Sarà quindi molto importante il succedersi degli eventi e la tenuta dei mercati, pur in una inevitabile ulteriore intensificazione della volatilità. Ciò per il loro feed back sulle grandezze economiche e, a causa di un possibile circolo vizioso, su un eventuale proseguimento della fase orso delle borse che potrebbe allora cominciare a ricordare la terribile crisi iniziata nel 1929.
Sino ad oggi, l'attuale rallentamento delle economie è stato definito come la prima crisi economica globale, non breve, ma di moderata intensità.
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