| 9/11/2003 |
La fame
elettrica |
| di Antonio Mansueto |
Come già ricordato nel primo intervento sull'argomento, la distribuzione dell'elettricità è un elemento fondamentale per il funzionamento della civiltà moderna. Si tratta di una delle fondamenta sulle quali è costruito il progresso tecnologico.
Stranamente, o forse ovviamente, alla fine di un grande periodo di progresso, proprio questa infrastruttura risulta inadeguata a sostenere i livelli raggiunti dalla domanda.
Poca lungimiranza dei mercati e dei governi?
Gli USA -come abbiamo accennato nel precedente intervento- accusano un ritardo nell'adeguamento della rete di distribuzione, a causa probabilmente di un inefficace processo di liberalizzazione del settore, mentre la potenza efficiente totale non è carente.
Italia
In Italia la situazione è diversa. Dei 75 GWatt di potenza efficiente nominalmente esistenti, si stima che siano utilizzabili solo 49 GW a causa dell'obsolescenza di molti impianti di generazione.
E il picco massimo storico del consumo di energia li ha superati abbondantemente: oltre 53 GW nel luglio scorso.
Infatti, l'Italia importa energia elettrica da Francia e Svizzera.
Il recente spettacolare black out nazionale (ne è rimasta esclusa solo la Sardegna), pare essere derivato proprio da una "incomprensione" tra il distributore svizzero e quello italiano; tuttavia lascia qualche ombra sulla efficienza della rete di distribuzione che, nel caso del nostro paese, diversamente che per gli Stati Uniti d'America, si dice essere aggiornata ed efficiente
Vedasi a tal proposito il rapporto finale sul black-out da parte dell'organismo europeo UCTE.
Anche in Italia, tuttavia, ciò che impedisce il potenziamento della struttura pare essere lo stato incompleto delle riforme normative nel settore. La fase di privatizzazione è lenta, in itinere, e le norme per arrivare alla costruzione di una centrale elettrica restano molto complesse, coinvolgono enti amministrativi centrali e periferici. Esistono poi le reazioni dei comuni che non vogliono impianti nel proprio territorio.
Un dato di fatto è che sono state già date autorizzazioni per costruire centrali per complessivi 11 GW, ma solo per tre centrali per complessivi 2 GW sono iniziati i lavori.
Per il resto, si procede a rilento, tanto che Bruno Tabacci, Presidente della Commissione Attività Produttive della Camera, ha proposto -a nostro avviso provocatoriamente- una revoca delle autorizzazioni a chi non avvia i lavori in tempi congrui. C'è il sospetto di tentativi di "commercio" delle concessioni.
In generale, oltretutto, i tempi di messa in opera delle nuove centrali sono lunghi, tanto che la situazione di emergenza in questo settore in Italia permarrà in ogni caso per altri due o tre anni almeno, e potrà andare oltre se la situazione attuale non si sbloccherà.
Considerato che la domanda di energia elettrica continua a crescere, è stato stimato che all'Italia necessitano ulteriori 20 Gigawatt di potenza -oltre alle manutenzioni e rinnovi di impianti esistenti-, per investimenti complessivi stimati in 15 miliardi di euro.
Tra i motivi della crescita della domanda, sono stati annoverati l'uso ormai estensivo dei condizionatori e dei sistemi di raffreddamento dei server aziendali, fatto che avrebbe spostato il picco annuale dall'inverno (mite negli ultimi anni anche per l'effetto serra) all'estate.
Vanno poi segnalate alcune interessanti iniziative, come quella di Actelios (gruppo Falck) in Sicilia, che arriverà a produrre 0,22 GW dai rifiuti urbani con un investimento di 700 milioni di euro. La via è quella giusta, ma di iniziative simili ne occorrerebbero molte di più. La potenza di questi impianti non è elevata, ma se in ogni regione se ne costruissero parimenti, si potrebbero aggiungere tra 5 e 10 GW alla potenza nazionale, effettuando anche un utile smaltimento dei rifiuti.
D'altra parte, l'Italia produce circa un quinto della propria energia elettrica da fonti idriche e rinnovabili; ne ha prodotte circa 51 TeraWattHora nel corso del 2000 (superata in Europa da Francia=72, Svezia=79, Norvegia=142 e Russia=164), su un totale di 276,7 TWh di produzione lorda, ed ha di certo ancora grande potenzialità di crescita in questo ramo (vedasi il sito del gestore nazionale GRTN).
Il problema è essenziale per l'economia nazionale, di non rapida soluzione, in quanto si tratta di impianti costosi e complessi, di cui vanno valutati anche gli impatti ambientali, e richiede quindi lungimiranza e grande attenzione da parte delle forze politiche ed economiche.
A riguardo della scelta tra generazione termica a combustibili fossili (petrolio e derivati) e fonti rinnovabili e innovative, sono necessarie valutazioni che tengano in conto da un lato i probabili maggiori costi di queste ultime (in via di riduzione con le innovazioni tecnologiche), dall'altro la maggiore indipendenza che esse garantiscono rispetto alle fonti "fossili": ovvero il petrolio e i suoi derivati, il cui mercato, nel medio termine, sopporterà le conseguenze della concentrazione dei giacimenti in pochissimi stati (Arabia Saudita, Iran, Iraq, Emirati Uniti, Kuwait).
Le innovazioni tecnologiche e la ricerca applicata stanno peraltro progredendo, migliorando l'efficienza e l'efficacia degli impianti di produzione da fonti rinnovabili. In questa direzione bisogna compiere il massimo degli sforzi per essere in grado di realizzare impianti innovativi.
La situazione nazionale è dunque complessa, per la carenza non solo della fonte principale di energia, ma anche dei complessi impianti che da essa, o da altre fonti, producono energia elettrica.
Ques'ultima, nonostante il continuo miglioramento dell'efficienza dei motori elettrici, vede aumentare la domanda a causa del progressivo incremento di apparecchi elettrici ed elettronici in uso diffuso, e della crescente richiesta industriale.
Il problema del governo, dunque, è stimolare gli investimenti privati nel settore, che richiede complesse capacità industriali, affinché si possa progredire presto.
Un settore fondamentale, un compito delicato.
links
www.grtn.it
http://www.edison.it/chi.html
www.enel.it
http://www.mercatoelettrico.org/webgmeinternetxml/enwebgmeinternetxml/link/procedure/link.htm
http://www.hydrogenus.org/
http://www.epri.com
http://www.ferc.gov
http://www.solarelectricpower.org/
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