Il settore ferroviario in Italia

Breve intervista di Circofin all'Ing Massimo Costa, che è attualmente impegnato a livello europeo nel processo di coordinamento  della  liberalizzazione ferroviaria

Ing. Costa,

1) A quali riforme strutturali, in sintesi, stanno andando incontro le ferrovie italiane?  

"I primi passi importanti sono stati già fatti avviando "normativamente" la liberalizzazione in campo ferroviario. Il mondo imprenditoriale sta testando solo ora le possibilità del mercato ma non si intravedono ancora scenari di sicura focalizzazione dell'offerta di trasporto su segmenti veramente innovativi."

2) Nei prossimi anni il trosporto merci su rotaia potra' avere un incremento?  

"Dipenderà molto dalla politica di incentivazione che verrà adottata. Ci sono già ottimi segnali a livello politico in termini di sviluppo soprattutto infrastrutturale.Completamento di opere, raddoppio di linee, miglioramento di tecnologie. Il settore delle imprese ferroviarie avrà a sua disposizione una  rete ferroviaria senz'altro dotata di maggiore capacità. Ma il grosso incremento potrà solo derivare dallo sviluppo delle logistica, settore "culturalmente" carente in Italia."

3) Quali importanti progetti di interconnessioni con altri paesi europei?  

"Preferisco non rispondere ora a questa domanda. E' troppo intenso il dibattito in corso fra imprese e governi della UE. Nei prossimi mesi si potrà delineare più chiaramente la situazione."

4) Quale e' la politica delle linee secondarie?  

"Il tema delle linee secondarie vede coinvolte le Regioni come protagoniste in base agli ultimi decreti. Sono preoccupato della scarsa capacità dlle Regioni  di programmare il trasporto locale senza condizionamenti politici locali che portano al frazionamento delle scelte operative."    

5) Come verranno evitati i disservizi e la carenza di investimenti e sicurezza mostrati, ad esempio, dalle ferrovie britanniche dopo la loro privatizzazione?  

"Unicamente controllando l'andamento delle realizzazioni infrastrutturali, soprattutto quando la contribuzione è di natura pubblica. Le cifre stanziate in Italia per gli investimenti non sono state mai spese con la dovuta celerità molto spesso a causa di leggi ambientali inutilmente protezioniste e di atteggiamenti demagogici della politica locale ."              

 

 

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