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Lo sconcertante caso Italdesign-Giugiaro
di Antonio Mansueto, 17/5/2003

Giugiaro come designer e imprenditore ha fatto storia, comprese lauree honoris causa. Eppure, la sua stimata società oggi si rende protagonista di un'operazione alquanto dubbia rispetto ad una giusta etica del mercato finanziario. Un'operazione che oscura quel nome e quel prestigio.

L'OPA in corso su Italdesign Giugiaro non ha destato alcun clamore nella stampa. Nessuna obiezione della Consob. Eppure, si tratta di un fatto sconcertante per come i risparmiatori, e quindi il mercato borsistico, sono stati (mal)trattati.

Provate a leggere qualche commento dei risparmiatori (tutti piuttosto infuocati) sul forum presente su www.finanzaonline.com , ad esempio.

Probabilmente, nessuna norma interviene in materia, ma se così è si tratta di una grossa falla del sistema normativo nel mercato azionario: un mercato libero sì, ma regolamentato.

Fatto sta che il titolo Italdesign Giugiaro viene emesso nel novembre 1999, e nel maggio 2003 viene fatto oggetto di OPA con scopo delisting, in sostanza dagli stessi azionisti che l'avevano offerta al pubblico. Nulla di strano?

Cominciamo a ricordare alcuni dati relativi all'offerta in collocamento:

IPO Italdesign Giugiaro
-data collocamento: 11/11/1999
prezzo di collocamento 7 euro
-flottante iniziale 35%
-azionisti di maggiornaza con oltre il 60% le famiglie Giugiaro e Mantovani
-Sponsor dell'operazione Banca IMI

Lo stesso advisor, oggi, si occupa dell'OPA a 4,4 euro.

Se non ricordiamo male, quando vi fu a Milano la presentazione dell'offerta iniziale, gli analisti, nel complimentarsi con Giugiaro e la sua azienda, avevano espresso qualche dubbio perché venivano collocate non azioni di nuova emissione, ma azioni in proprietà delle famiglie Giugiaro e Mantovani. Insomma, le famiglie facevano cassa ma la società non veniva finanziata dalla quotazione. L'ingresso in borsa non aveva la finalità ortodossa del finanziamento dei progetti industriali.

La risposta di Giugiaro, che se non sbagliamo avevamo udita con le nostre orecchie, fu che la società non necessitava di nuove risorse, e che comunque al mercato si stava dando opportunità di partecipare in un'ottima azienda. E davvero di un'ottima azienda si trattava e si tratta.

Il prezzo a cui le famiglie vendettero fu di 7 euro. Oggi le stesse famiglie propongono una "generosa" OPA a 4,4, ricomprandosi le proprie azioni con un guadagno di 2,6 ad azione, che specularmente è la ingente perdita che propongono senza timore agli investitori che da 3 anni e mezzo tengono in portafoglio il titolo, proprio quelli che lo consideravano un'ottimo investimento a medio termine, così come la saggezza finanziaria suggerisce.

Anche questo beneficio, si intende, non è per l'azienda, ma per le famiglie proprietarie. Ecco un altro segno del limite che ormai ha raggiunto il capitalismo familiare italiano, che pure sta gradualmente cedendo il passo (ultimo il caso della cessione Peroni).

E -per tornare a Giugiaro- di un titolo non quotato un piccolo investitore che resista all'OPA se ne fa poco.

A nostro avviso si tratta di un caso che mortifica il mercato borsistico, ne mina alla base la credibilità, e sul quale bisognerebbe quindi intervenire.

Insomma, si è trattato di una specie di "punizione fedeltà" al posto del "premio fedeltà" per gli investitori e i risparmiatori che hanno riposto la giusta fiducia e i capitali nell'azienda?

Certo, questi ultimi anni hanno visto scandali numerosi e gravi, ma non per questo bisogna lasciar correre casi significativi come questo, e permettere che nell'immaginario collettivo la borsa torni ad essere quella bisca clandestina che in certe epoche storiche la maggior parte dei risparmiatori considerava.

Quanto a Giugiaro, possiamo assegnare una attenuante considerandolo un caso di ottima capacità imprenditoriale, ma non altrettanto familiarità con etica e qualità dei mercati finanziari. Il risultato, comunque, resta sconcertante per come ha trattato i risparmiatori, tanto più se si considera la qualità dell'azienda di cui si tratta.

La memoria collettiva, quando è scottante, è molto durevole. E questo dovrebbe essere un monito per tutto il sistema finanziario.

 

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