Marzo 1999
John Maynard Keynes
1883-1946

Appunti e links
a cura di Antonio Mansueto
"Credo che il libro di teoria economica che mi sto accingendo a scrivere rivoluzionerà in larga misura -non subito, certamente, ma nel corso dei prossimi dieci anni- il modo in cui si concepiscono nel mondo i problemi economici... Quella che esprimo non è una speranza, ma una certezza."
Così scrive Keynes il 1° gennaio 1935 al celebre connazionale G.B. Shaw, accingendosi a redigere la "Teoria Generale dell'Occupazione, dell'Interesse e della Moneta".
"Gli uomini della pratica, i quali si credono affatto liberi da qualsiasi influenza intellettuale, sono usualmente schiavi di qualche economista defunto." Sottolinea al termine del libro.
"L'ostinata passione con la quale Keynes ha ricercato i fondamenti teorici che potessero sostenere la "piena occupazione", cioè una situazione in cui siano effettivamente occupati gli uomini e le donne che vogliono esserlo, si spiega con le circostanze storiche in cui si è trovato a vivere. ... : la grande crisi che è durata dal 1929 fino alla guerra del 1939-1945." (Maurice Roy)
"Si pensa generalmente che la ricchezza accumulata nel mondo sia stata laboriosamente raccolta perché alcuni individui hanno, per loro libera scelta, rinunciato alla soddisfazione di consumare; è quella che noi chiamiamo la virtù del fare economia. Tuttavia è chiaro che questa rinuncia da sola non sarebbe bastata a costruire città o a drenare paludi... E' lo spirito imprenditoriale che accumula e aumenta i beni di questo mondo." (Keynes)
"Nelle condizioni contemporanee l'aumento della ricchezza, lungi dal dipendere dall'astinenza dei ricchi, come in generale si suppone, è probabilmente ostacolato da questa". (Keynes) "Perché?" -aggiunge Maurice Roy- "Perché, finché non c'è piena occupazione, una debole propensione al consumo e dunque un forte risparmio, non comporta un aumento dell'investimento. Meglio allora, dal punto di vista strettamente economico, distribuire salari migliori agli individui più poveri. Questi, per lo meno, li spenderanno."
L'idea di Keynes veramente importante e completamente nuova -perché non c'è nessun economista, o almeno nessun economista di qualche importanza, che l'abbia formulata prima- è che le decisioni prioritarie che determinano tutto il resto sono le decisioni di spesa. Sono le decisioni di spesa che determinano la domanda, che a sua volta determina il livello dell'attività economica e il reddito. Ma per partire dalle decisioni di spesa bisogna naturalmente partire da chi ha il denaro per spendere, non come risultato della produzione, ma da periodi precedenti, da chi ha già il denaro prima di ottenerlo dalle transazioni correnti. I capitalisti sono coloro che hanno il denaro da spendere (o almeno la possibilità di prenderlo a prestito) e la cui spesa annuale è piccola rispetto all'ammontare di denaro che potrebbero spendere. La spesa dei lavoratori invece è strettamente collegata e limitata al reddito corrente. Per questo i capitalisti possono dar vita a nuovi progetti e le loro decisioni di spesa possono generare reddito attraverso il moltiplicatore e così via. Questa è, a mio parere, l'idea importante di Keynes. L'investimento è il fattore attivo e i risparmi sono il fattore passivo. (Nicholas Kaldor).
Il principio del moltiplicatore indica la capacità di un investimento in una impresa, o in un settore economico, di generare "a catena" nuovi investimenti in imprese o settori collegati.
La difficoltà dell'imprenditore è di avviare i suoi investimenti in base alle previsioni di propensione al consumo nel momento futuro, spesso abbastanza lontano, in cui i suoi investimenti diverranno produttivi.
"Il famoso ottimismo della teoria economica tradizionale -...- credo vada anch'esso ascritto al non aver tenuto dell'ostacolo alla prosperità che può venire esercitato da una insufficienza della domanda effettiva." (Keynes)
"Cos'è per Keynes la domanda effettiva? E' il totale delle spese dei privati da una parte (acquisto di beni di consumo), dei dirigenti d'impresa dall'altra (ordinazione di beni di produzione: camion, macchine, officine, etc.) che possono essere effettivamente realizzati a un dato momento" (Maurice Roy).
"...Kalecki non aveva una teoria dell'interesse e non aveva la proposizione fondamentale di Keynes che, in generale, sono le variazioni del reddito a portare in equilibrio risparmi e investimenti." (Nicholas Kaldor)
"Lo Stato dunque deve agire sul consumo come sull'investimento, i due aspetti della domanda effettiva." (Maurice Roy).
Quanto all'investimento, "una socializzazione di una certa ampiezza dell'investimento si dimostrerà l'unico mezzo per consentire di avvicinarci alla occupazione piena; sebbene, ciò non escluda necessariamente ogni sorta di espedienti e di compromessi coi quali la pubblica autorità collabori con la privata iniziativa." (Keynes)
"In una serie di articoli comparsi sul Times di Londra, raccolti in un volume nel 1933, sotto il titolo The means to prosperity, insisterà di nuovo sulla necessità di promuovere grandi lavori pubblici. Negli stessi articoli difenderà l'idea, che finirà per imporsi molto tempo dopo, di un doppio bilancio dello Stato: uno per le spese correnti, l'altro per quelle d'investimento, che sarà in equilibrio o in deficit a seconda delle necessità della congiuntura economica." (Maurice Roy).
"La cosa più importante per un governo non è quella di fare un po' meglio o un po' meno bene quello che già viene realizzato dall'iniziativa privata, ma di fare ciò che l'iniziativa privata assolutamente non fa". (Keynes in The end of laissez-faire.)
"Ma oltre a questo non si vede nessun'altra necessità di un sistema di socialismo di Stato che abbracci la maggior parte della vita economica della collettività. Non è la proprietà degli strumenti di produzione che è importante che lo Stato si assuma." (Keynes).
"Io sono un economista borghese" (Keynes).
"Una volta medicate le ferite della guerra, la maggior parte dei paesi capitalisti conoscerà un'epoca di prosperità economica e di progresso sociale, inconcepibile negli anni 30. Saranno, in gran parte, i frutti della Teoria Generale di Keynes." (Maurice Roy).
Brani tratti da:
Web links for John Maynard Keynes
Writing by John Maynard Keynes
Writing about John Maynard Keynes
Videography for John Maynard Keynes
Torna a Circofin PUBBLICAZIONI